28 febbraio 2016

Gli studenti in carrozzina per "scoprire" le barriere

EMPOLI. I ragazzi del Pontormo di Empoli sperimentano le difficoltà dei disabili attraverso esercizi e prove con la carrozzina. Si è tenuto ieri mattina nella sede principale della scuola il progetto “Via libera 3.0” che ha visto coinvolta la onlus Spingi la Vita in collaborazione con la Radio Voce della Speranza.

I ragazzi si sono cimentati in percorsi tra ostacoli di vario genere che solamente una persona in carrozza può notare e coglierne le difficoltà. Pronti a zigzagare muniti di carrozzine tra marciapiedi sconnessi e motorini parcheggiati male, i ragazzi di due classi del Pontormo, hanno assaporato tutte le difficoltà che un disabile può trovare sul suo cammino quando esce fuori di casa. «È sorprendente vedere cosa deve affrontare una persona in carrozzina che esce per strada - hanno commentato le ragazze della 4A coinvolte nel progetto - ci siamo rese conto di tante piccole cose che fino ad oggi non avevamo mai notato passeggiando per strada. Da ora in poi avremo sicuramente delle accortezze in più nei confronti dei disabili».

Il progetto, fortemente voluto dal professore Paolo Fossi, ha preso campo ormai da 4 anni: «Il progetto si compone di più parti. All’inizio i ragazzi devono guardare delle foto e spiegare cosa suscitano in loro - spiega - successivamente devono cimentarsi in prima persona in percorsi che fanno quotidianamente a piedi ma con l’utilizzo delle carrozzine. Il passo successivo, poi, è spiegare ai ragazzi come poter aiutare un disabile in difficoltà ad esempio per salire degli scalini».

Il progetto, come confermato da Silvia Cocchi della onlus, vede ogni anno la partecipazione di molti ragazzi i quali, in maniera attiva e propedeutica, si calano nella parte del disabile affrontando i piccoli drammi quotidiani che i marciapiedi o le salite impongono loro. L’esercizio più ostico, infatti, è proprio quello del “marciapiede didattico” ingegnoso percorso realizzato da Radio Voce della Speranza (ieri rappresentata da Laura Ferraresi) che attraverso la realizzazione di barriere architettoniche ardue per i disabili, ne fa comprendere appieno la difficoltà di attraversamento con una carrozzina. «In 4 anni abbiamo formato più di mille studenti che hanno sempre risposto in maniera eccezionale - commenta Giovanni Pacini, presidente della onlus Spingi la Vita - è molto importante riuscire a formare la società affinché sia attenta ed informata e questi ragazzi ci dimostrano che la volontà di vedere le difficoltà dei disabili è forte».

di Chiara Capezzuoli

Fonte: Il Tirreno 

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Ultimo aggiornamento: 31.01.2022
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