08 marzo 2022

UILDM: pubblicato il rapporto dell’indagine su “Sessualità, maternità, disabilità”

A fine 2020 il Gruppo Donne e il Gruppo Psicologi UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) hanno iniziato a lavorare ad un progetto con un duplice filone di ricerca: uno sull’accessibilità dei servizi ostetrico-ginecologici alle donne con disabilità, l’altro sulla salute della donna con disabilità nella sua dimensione soggettiva (il rapporto con il proprio corpo, la sessualità e la maternità). Mentre il primo filone di indagine proseguirà nel 2022, l’8 marzo sono stati divulgati i risultati della seconda indagine.

Le donne con disabilità hanno ancora un accesso diseguale alle informazioni sulla salute sessuale, agli screening e le informazioni sulla riproduzione e sull’accesso alla genitorialità. Questo nonostante i loro diritti siano riconosciuti nella Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Come si può riscontrare, per esempio, negli art. 6 (Donne con disabilità), 8 (Accrescimento della consapevolezza), 13 (Accesso alla giustizia), 23 (Rispetto del domicilio e della famiglia) e 25 (Salute), alcuni dei quali fanno esplicito riferimento al genere.

Sono poche le indagini a livello internazionale e nazionale che fanno luce su questo fenomeno. In generale si riscontra come la situazione sui diritti sessuali e riproduttivi delle ragazze e donne con disabilità in Italia risulti essere ancora drammatica e presenti diverse criticità a causa della mancanza di dati disaggregati per genere.

Pertanto, le donne con disabilità – soprattutto motoria – devono spesso affrontare lo stigma e la discriminazione quando si tratta di visite e controlli ginecologici, di informazioni sulla gravidanza e sulla riproduzione e spesso hanno esperienze di servizi molto scarse e angoscianti. Molte donne con disabilità esprimono particolari difficoltà nell’accedere a un’assistenza sanitaria sessuale riproduttiva completa e di alta qualità a causa della mancanza di accessibilità dei servizi ginecologici-ostetrici, e della scarsa formazione dei professionisti medici riguardo alla sessualità e riproduzione in caso di disabilità.

Queste forme di disuguaglianze sanitarie di genere hanno un impatto e profonde ricadute sulla salute femminile e sul benessere psico-emotivo delle donne con disabilità.

Partendo da questi dati, a fine 2020 il Gruppo Donne e il Gruppo Psicologi UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) hanno iniziato a lavorare su un progetto volto ad indagare diversi aspetti della vita della donna con disabilità. In particolare esso intende sondare sia l’accessibilità dei servizi ostetrico-ginecologici alle donne con disabilità, sia il loro rapporto con il proprio corpo, con la propria femminilità, con il corpo dell’altro che si esprime nella sessualità e con la possibilità di sperimentare percorsi dedicati alla maternità.

A tal fine sono stati predisposti due questionari, uno rivolto alle donne con disabilità, e l’altro ai servizi ostetrico-ginecologici.
L’obiettivo dei questionari – denominati rispettivamente “Rilevazione dell’accessibilità dei servizi ostetrico-ginecologici alle donne con disabilità” e “Sessualità, maternità, disabilità” – è quello di raccogliere dati sulla condizione femminile a circa dieci anni dalla prima indagine sul tema condotta dal Gruppo Donne dell’Associazione. In particolare, a fronte dei tanti racconti di donne con disabilità che testimoniano le difficoltà incontrate nell’accedere ai servizi di ginecologia e ostetricia, nel mondo femminile UILDM sono iniziate a comparire le prime esperienze positive.

Sessualità, maternità, disabilità

La ricerca ha coinvolto 131 donne con diversi tipi di disabilità e un’età compresa tra i 19 e i 74 anni.

Sono cinque le aree tematiche esplorate dalla ricerca:

  • l’accessibilità dei servizi di ostetricia e ginecologia;
  • la salute sessuale (lo screening, la contraccezione, ecc.);
  • l’interazione con il personale medico ed ostetrico;
  • l’identità sessuale riguardo al corpo e la percezione di sé;
  • i desideri e gli immaginari sulla maternità.

Alcune delle donne coinvolte hanno partecipato a focus group legati ai temi oggetto del questionario. Il lavoro dei focus group continuerà anche nei prossimi mesi.

Rilevazione dell’accessibilità dei servizi ostetrico-ginecologici alle donne con disabilità
L’inchiesta è stata distribuita a un campione di strutture ed enti sanitari di diverse città, dislocate al Nord, Centro e Sud Italia e continuerà anche nel 2022.
Si tratta di un questionario rivolto ad operatori sanitari e mappatura dei servizi ginecologici-ostetrici: è strutturato in 4 sezioni e raccoglie informazioni sulla struttura, l’accoglienza della stessa, i suoi collegamenti esterni e le informazioni sui singoli servizi erogati.

Il gruppo di lavoro UILDM
Il gruppo di lavoro è composto da donne con disabilità, diverse psicologhe e Ester Micalizzi, dottoranda in Sociologia presso il Dipartimento di scienze della formazione dell’Università degli Studi di Genova. Nell’ambito del suo progetto di dottorato, Micalizzi sta svolgendo uno studio che mira ad esplorare l’accesso alla sfera della sessualità, la violenza istituzionale, i desideri riproduttivi, i servizi ginecologici-ostetrici, intesi quest’ultimi come spazi di autodeterminazione, consapevolezza e costruzione dell’identità sessuale e di genere.

L’8 marzo, nella Giornata internazionale dei diritti della donna, i risultati dei questionari del secondo filone di indagine sono stati presentati durante un evento digitale dedicato. Inoltre nel sito della UILDM è stato pubblicato il Report del progetto “Sessualità, maternità, disabilità”. (S.L.)

Fonte: Informare un’H

Article ID: # 6512533
Ultimo aggiornamento: 17.03.2022
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